La
mia vita con Otto è iniziata tanti anni fa, quando avevo necessità
di portare a casa un cucciolo per riempire una casa vuota.
Abbiamo
sempre avuto cani grossi, a volte due in contemporanea, certi che si
sarebbero fatti buona compagnia quando gli umani erano al lavoro, ma
questo doveva essere speciale, questo doveva essere il mio compagno
di vita e così, quando sono andata a scegliere in un allevamento
importante il mio nuovo cucciolo (lo so che un cane va adottato e non
acquistato, ma io cercavo proprio lui) mi sono trovata tra i piedi
questa briciolina di pastore tedesco alsaziano che aveva 45-50
giorni. Avevo già adocchiato qualche altro esemplare un po' pò
grande, ma la briciolina insisteva…La proprietaria dell'allevamento
mi ha detto subito - no questo cagnolino non lo possiamo vendere
perché ha un difetto e non possiamo far uscire dal nostro
allevamento prestigioso un cane difettoso. A me sembrava perfetto,
che difetto avrà mai, mi son chiesta…Chiedo come si chiama e così
scopro che si chiama Otto.
-
Otto? voglio proprio lui - No signora non si può
Siccome
Otto era il soprannome nell'ufficio in Germania con cui veniva
chiamato mio marito che era andato in cielo, potevo io lasciar
perdere? Vi pare che io potessi cedere le armi e non insistere,
quando a me era parso un segno del destino? No, ho detto, io voglio
solo lui e quindi dopo una bella discussione l’ho spuntata. Non
posso darle il pedigree, ma cosa vuole che me ne importi Non posso
venderlo a prezzo pieno con fattura, meglio ancora…Alla fine il
cucciolino è stato mio e ci siamo accordate che l’avrei ritirato
allo scadere dei giorni dello svezzamento. Cosa aveva di così grave,
questo terribile difetto in cosa consisteva? Semplicemente la sua
zampotta posteriore sinistra non aveva il quinto dito, perché la sua
mamma al momento del parto, podalico, inavvertitamente lo aveva
strappato. Lo avrei preso anche senza la zampa intera, figurati un
mignolino. Io già da allora sapevo che sarebbe stato un cane
speciale, che avrebbe riempito ogni mia giornata di amore impegno e
dedizione; e infatti Otto si è sempre dimostrato un cane molto buono
molto obbediente. Dicono tutti gli addestratori, anche chi si è
occupato di noi, che il proprio cane ti assomiglia. Io non urlo mai,
non alzo la voce, non sono nervosa e il mio cane è esattamente così,
tranquillo pacioso e non abbaia se non in momenti eccezionali.
Abbiamo vissuto anni belli insieme e Otto, star di FB, è molto amato
anche dai miei famigliari, amici, vicini, conoscenti che lo riempiono
di dolcetti. In casa essendo solo io e lui ci siamo sempre di più
affezionati: io sono il capobranco e lui sin da piccolo mi ha sempre
guardato con i suoi occhi buoni con i suoi occhi adoranti dimostrando
una piena fiducia in me. Lui lo sa che io non gli farei niente di
male che non lo danneggerei mai e anche quando gli do un cibo o una
bevanda sconosciuta, lui, non come fanno certi altri cani che prima
assaggiano dubbiosi e poi si convincono, lui prende qualsiasi cosa da
me perché sa che non lo tradirei mai, che sono solo cose che gli
fanno bene. Quando qualche volta mi capita di toccarlo in una delle
sue parti doloranti o magari mi capita di schiacciargli la coda, io
dico subito - scusa scusa amore mio e lui lo sa che è stato una cosa
accidentale e neanche fa il verso di lamentarsi. È stato così per
questi dodici anni ed è così adesso, lui è un cagnolone sempre
meraviglioso ma ormai parecchio anziano e in questo momento siamo due
anime in pena, due vecchietti che si sorreggono a vicenda. Ci ha un
po' influenzato negativamente anche il periodo del Covid; quegli anni
e quel lockdown in cui abbiamo convissuto 24 ore su 24 un po' in
casa un po' in giardino un po' nelle passeggiate all'esterno, ma
sempre lui e io, io e lui da soli, sono stati un periodo in cui ci
siamo proprio attaccati uno all'altro e adesso, in questo momento,
questa è la cosa che crea più problemi perché certo, io non lo
abbandonerò mai, ma faccio un po' fatica anche a lasciarlo a lungo.
Ora che non sta benissimo, che è più insicuro, posso lasciarlo per
qualche ora, ma non una giornata intera, tanto meno per una notte.
Anche se durante i miei numerosi viaggi veniva accudito e coccolato
da tante persone amiche, ora non si può, anzi nemmeno io lo voglio
più fare. Prova ne sia che da quando lui non sta bene, e sono circa
2-3 anni, io sto fuori casa qualche ora al giorno per far poi ritorno
o qualche ora il pomeriggio e poi ritorno, perché questo è il
limite massimo che lui può sopportare. Lui sa, ed è così, che io
da lui torno presto; che io esca a piedi o in macchina, da sola o con
altre persone, io torno da lui sempre. E lo faccio con piacere.

Non
potrei davvero mai più stare fuori una notte, perché adesso sono
sicura che una notte sarebbe per lui la fine, quindi io rispetto
questa situazione, non esco né la sera né per giornate intere.
Quando era piccolo amava dormire fuori, adesso esce solo in giardino
per espletare i suoi bisogni con un occhio di riguardo alla porta
(mica che si chiuda e lo lasci fuori); è anche molto furbo, molto
astuto: siccome dopo un'uscita in giardino lo aspetta un biscotto, a
volte chiede di uscire fa un giro intorno al portico e rientra.
Questo per sottolineare che ha ancora una voracità che lo farebbe
mangiare tutto il giorno. A fronte di un amore così grande non c'è
né fatica né l’impegno che richiede l'accudimento di un cane di
55 kg, che tenga; tutto viene sempre ripagato in sovrappiù. Lui non
lo sa di essere un cane di quella stazza, perché si è sempre mosso
in modo agile, è sempre corso al cancello abbattendosi contro ad
ogni suonata di campanello (certo la sua massa poderosa e la sua
irruenza fa impressione a chi si trova al di là, se solo sapessero
che appena dentro il cancello sarebbero solo annusati e leccati!);
dicevo lui non sa di essere così pesante, infatti spesso appoggia il
suo sederone sui miei piedi, come se fosse un peso piuma o in alte
occasioni spinge per arrivare primo e rischia di farti sbandare o
picchiare contro il muro…Sono delle sensazioni belle queste che mi
uniscono al mio cane, il mio compagno di vita da tanto tempo; ormai
senza di lui la casa sarebbe vuota e io lo so che questo prima o poi
dovrà succedere. Gli altri miei cani tutti pastori, a 12 anni sono
mancati; lui è ammalato, ma si gestisce molto bene le sue cose e io
ho imparato a curarlo meglio di un veterinario, tant’è che anche
le ultime visite di controllo sono state molto soddisfacenti. Quando
lo guardo e gli parlo (io parlo con lui sempre) gli dico di non
lasciarmi tanto presto e lui gira la testa verso destra e poi verso
sinistra, con quel suo sguardo sempre innamorato che fa capire che sa
intuire quello che gli dico. Lo so che quando succederà sarà una
cosa terribile e succederà, ma questo non mi deve impedire di godere
degli ultimi mesi/ anni che la vita insieme a lui mi può regalare.
In casa gironzola in assoluta autonomia e indipendenza, anche una
gattina (io adoro i gatti, esseri affascinanti e liberi), la quale
appena arrivata in casa con questo pastore tedesco grande venti volte
più di lei, quando non sapeva dove andare, si rifugiava di notte sul
portico tra le sue zampe per ripararsi dal freddo, e anche ora sono
grandi amici. La sera, quando io li ho ai miei piedi davanti alla
televisione, si strusciano l'uno con l'altro e a volte si scambiano
il cibo. E la casa fiorisce d’amore. Ecco, tutto qui, la nostra
vita è bella e piena di peli! Penso che queste parole le leggeranno
persone che sanno che cosa vuol dire avere e amare un animale o
persone che hanno avuto un animale; agli altri sembra sempre strano e
sciocco rinunciare a qualche cosa, a un viaggio a una festa a una
cena, pur di non lasciare da solo il tuo cane, ma per noi non è
così, vero?
Giuliana
Pedroli, giornalista (marzo 2025 @tutti i diritti riservati)