mercoledì 27 maggio 2026

IL MAESTRO E L’ALUNNA



Arrivai dalla campagna, in quella scuola che fu il mio avvenire,
fresca come l’acqua,
solare come le prime luci del mattino
e accogliente come il mare.
Seduta su una seggiola,
timorosa,
dietro un banco dal colore celeste-verde scialbo,
con in mano una penna per imparare le lettere dell’alfabeto del mio maestro.
Sudata,
con la voce tremolante,
occhi e orecchie intenti a carpire le sue inflessioni,
per farle mie
e poi scrivergli una lettera.
Quel maestro guardava, sorridente e arrogante,
il mio esserci,
il mio quaderno ricco di primule,
il mio grembiule azzurro cielo,
come se fossi la sua inserviente di parole.
Parole, parole,
mi riempiva di parole;
sentivo il suo fiato sul mio collo
e scrivevo,
scrivevo per lui.
Lui si distraeva,
sì,
nei corridoi della gente di città
e tornava baldanzoso, porgendomi caramelle e dolci
per impormi la sua lingua.
Piangevo, ed egli ignorava il mio viso rigato
dalle sue punizioni di caramelle e dolci.
Senza cuore,
non capiva che io fossi la sua insegnante
e lui il mio alunno ignorante,
delle 21 lettere dell’alfabeto incapace di assemblarle con il cuore!
Così imparai ad amare il MIO alfabeto!

Salone del libro di Torino

 

Cala il sipario sulla XXXVIII edizione del 

Salone del Libro di Torino 2026




“Il mondo salvato dai ragazzini”. E’ stato il tema fondante del Salone del Libro di Torino 2026, tra arte, cinema, sport, editoria, informazione, leggerezza, romanzi di vita, saggi e tanto altro. Un grande successo di pubblico che ha visto 254.000 visitatori, con 23.000 presenze in più rispetto allo scorso anno e una crescita di pubblico Under 35. Numeri che parlano chiaro di un interesse culturale che lievita di anno in anno in maniera esponenziale. E poi c’è il cuore, la parte emozionale, i sentimenti che accompagnano romanticamente lo sfogliar delle pagine racchiuse in volumi che magari fanno parte di giovani scrittori - autori neofiti - i quali si approcciano alla letteratura per la prima volta e in cui stride quella forma stereotipata di dire e pensarla come una “Fatica letteraria”. Non può esserci fatica letteraria quando tu cominci a scrivere il tuo primo libro con l’entusiasmo di chi inizia a sognare di presentarlo magari in un piccolo stand di quello che per antonomasia viene definito come il luogo dell’editoria grande e piccola, della cultura esposta, offerta a tutti e senza alcuna riserva di diversità dei popoli, delle religioni, delle tendenze politiche e sociali. E’ la letteratura che unisce, abbraccia, che ti fa riflettere nell’importanza concreta della pace senza alcun effetto romantico, ma con tanta forza di convincimento nel valore della fratellanza. E tra quegli stand c’è pure il firma copie di autori giovani e altri affermati, che sognano e non capiscono ancora, nonostante il frastuono indescrivibile prodotto dalla fiumana dei visitatori, se sono desti o se ancora vivono il loro sogno ad occhi aperti. E’ quello che ho percepito negli occhi e nell’anima di chi orgogliosamente ha visto acquistare o anche solo sfogliare con interesse e curiosità la propria creatura letteraria esposta sui banchi degli stand. E’ veramente bello tutto ciò! Sì, è bello perché ti gratifica, non certo dal punto di vista economico – commerciale, ma per quel senso carezzevole che è dato dall’arrivare con orgoglio là dove hai sempre sperato, sognato. E poi artisti, cantanti, illustri personaggi della letteratura, della televisione, del teatro, della musica, dello sport e di tutti i campi dell’arte internazionale, si sono avvicendati in cinque giorni carichi di un entusiasmo che si rinnova nell’interesse della lettura. Eppure c’è ancora qualcuno che, nonostante questo successo annuale del Salone del Libro di Torino riesce ancora a minimizzarne l’importanza, quasi a volere porre lo squallido accento, in forma prosaica, sull’esclusivo punto di interessi economici, in cui ogni editore, pur con tutta la voglia di vendere, presenta di tutto senza selezionare libri e autori di ottima qualità letteraria. Personalmente mi dissocio da questo pensiero disfattista, capace di porre barriere a nuovi ed entusiasti giovani autori che muovono i primi passi nel campo letterario e hanno bisogno di essere aiutati a diventare importanti firme del futuro. In tutti c’è uno stile di scrittura da rispettare, ma, soprattutto, c’è l’anima, la passione, il convincimento che attraverso il proprio comporre storie, romanzi, saggi e tanto altro, si produce una relazione, un contatto fatto di empatia con il lettore, chiunque esso sia. E allora bimbi, ragazzi, giovani, diversamente giovani di ogni età, cultura e colore della pelle, sono stati attratti dagli autori che hanno qualcosa da dirci, da proporci, da rendere interessante. Ecco, credo proprio che questo sia il messaggio universale dato dal Salone del Libro di Torino che resta la voce di ogni genere letterario, il quale tende a unire i popoli e mai disgregarli. La pace, in fondo, è data dal pensiero filosofico che tutto avviene tramite la riflessione di vita, il cui apporto viene dato dall’anima di chi scrive e trasmette a chi legge.

Salvino Cavallaro, giornalista @tutti i diritti riservati

I cinque punti dell'amicizia

 

                acrilico su tela di Flavio Lappo

L'amicizia non è solo un legame affettivo, ma un vero e proprio progetto etico. Ecco i punti più importanti su cui riflettere:

1. L'amicizia come cura e ascolto

L'amicizia autentica si fonda sulla capacità di ascolto attivo. Non è un semplice "passare del tempo insieme", ma un atto di cura verso l'altro. In un mondo dominato dalla fretta e dalla comunicazione superficiale (specialmente quella digitale), l'amicizia rappresenta uno spazio sacro dove l'individuo viene riconosciuto e accolto nella sua interezza.

2. La reciprocità e il "Donarsi"

Un concetto che mi è caro è quello del dono. L'amico è colui che dona tempo, attenzione e sincerità senza l'aspettativa di un tornaconto immediato, ma con la consapevolezza della reciprocità.

    L'amicizia vera: Si basa sull'uguaglianza e sul mutuo sostegno.

    L'amicizia utilitaristica: è una forma vuota che svanisce quando cessa il bisogno.

3. L'Amicizia come specchio di sé

L'amico funge da specchio. Attraverso il confronto con l'altro, impariamo a conoscere meglio noi stessi. L'amico è colui che ha il coraggio della "parresia" (la sincerità assoluta), ovvero colui che ci dice la verità anche quando è scomoda, aiutandoci nel nostro percorso di crescita personale.

4. Il legame tra Amicizia e Amore

In molti scritti ho sottolineato come l'amicizia sia spesso la base solida di ogni relazione d'amore duratura. Senza una profonda stima amicale, l'eros rischia di essere effimero. L'amicizia è dunque la forma più alta di legame umano perché è libera da molti dei vincoli di possesso che a volte inquinano le relazioni sentimentali.

5. Il ruolo della gentilezza

Infine lego strettamente l'amicizia al concetto di gentilezza. Essere amici significa praticare una gentilezza non di facciata, ma strutturale, che permette di superare i conflitti e di mantenere vivo il legame nonostante le inevitabili difficoltà della vita. 

Maria Giovanna Farina, filosofa


Il ciclo della vita



Prendendo spunto dalla famosa frase “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” di Antoine Laurent de Lavoisier, chimico, biologo e filosofo francese del XVIII secolo mi sento di poter dire che la morte è il passaggio da uno stato dinamico ad uno statico per poi subito ripassare ad un altro dinamico di diversa specie. Si può dire che la morte di un essere vivente sia un attimo: lo stato più breve nel ciclo della vita.

                             vita ----------morte----------vita

 

Prendiamo ad esempio la morte di un qualsiasi essere vivente, già nel momento stesso che il cuore smette di battere inizia un processo di decomposizione dal quale si forme


ranno diverse forme di vita differenti dalla materia dalla quale hanno avuto origine. Con ciò non intendo affermare la credenza della metempsicosi che è un processo alla cui base c’è una forma di spiritualità oltre quella fisica, (alla morte lo spirito trasmigra in un altro essere vivente che a seconda delle credenze può anche essere di una qualunque altra specie), bensì una trasformazione esclusivamente materiale.

Da un certo punto di vista potrebbe anche sembrare lusinghiero pensare che la nostra dipartita possa essere di ausilio alla formazione di un’altra esistenza anche se diversa da noi, ma per la maggior parte è molto più rasserenante pensare ad una vita ultraterrena.  


Max Bonfanti, filosofo analista @Tutti i diritti riservati


Educazione sentimentale



Metropolitan Flower-160 x80 tecnica mista e collage su tela 

L'educazione sentimentale è uno strumento fondamentale per prevenire la violenza di genere. L'amore deve essere insegnato fin da piccoli come una pratica di rispetto e libertà, ponendosi come antitesi a ogni forma di possesso e sopraffazione. In questo breve articolo desidero lasciare ai lettori de L'accento di Socrate un breve riassunto del mio pensiero.

Ritengo fondamentale ricordare alcuni punti imprescindibili:

  • Contro la logica del possesso: L'educazione sentimentale deve sradicare l'idea che l'altro sia una propria proprietà. Spesso, dietro gesti estremi, si cela l'incapacità di accettare l'autonomia della persona amata.

  • Il principio della "cura": avere cura dell'amore. Questa cura ha una duplice valenza: proteggere il sentimento e utilizzarlo come mezzo di "guarigione" interiore, per superare i malesseri e le paure.

  • Il rispetto della scelta: Amare significa volere il bene dell'altro, il che include il diritto di essere "lasciate vivere" o di veder terminata la relazione.

  • Educazione precoce ed emotiva: I sentimenti vanno compresi fin dall'infanzia. Solo imparando a gestire le proprie emozioni si costruiscono relazioni sane e paritarie.

È fondamentale cambiare il linguaggio e l'approccio culturale per estirpare la radice del femminicidio. 

Maria Giovanna Farina, filosofa @Tutti i diritti riservati



Echi dal passato: Seneca

 


Le “Lettere a Lucilio” sono una raccolta di 124 epistole filosofiche scritte dal filosofo stoico Lucio Anneo Seneca. Composte tra il 62 e il 65 d.C., sono l'opera più matura e celebre del filosofo, pensata per guidare l'amico Lucilio nel suo percorso verso la saggezza interiore.

Ci tengo a sottolineare la Lettera 1, qui Seneca esorta Lucilio a riprendersi il possesso di se stesso attraverso concetti del tutto adatti alla nostra contemporaneità:

    - Seneca spiega che una parte del nostro tempo ci viene sottratta con la forza, una parte ci viene sottratta di nascosto, ma la perdita più vergognosa è quella che avviene per nostra stessa negligenza.

    - La vita scorre mentre rimandiamo. La maggior parte della vita ci sfugge mentre facciamo cose sbagliate, gran parte mentre non facciamo nulla e tutta la vita mentre siamo occupati a fare altro.

    - L'illusione del futuro. L'errore più grande degli uomini è vedere la morte davanti a sé, nel futuro. Seneca afferma che gran parte della morte è già alle nostre spalle: tutto il tempo che abbiamo già vissuto appartiene già alla morte.

Infine. Gli esseri umani si arrabbiano se qualcuno ruba loro del denaro o dei beni terrestri, ma lasciano che gli altri rubino il loro tempo senza dare alcun valore a quest'unico bene che, una volta perso, non si può più restituire.

La Redazione

Il tempo dell'amore

 


Sognare che il tempo dell'amore
non sia mai passato con gli anni
un futuro che si desta d'alba luminosa 
per tornare a rallegrare sole d'estate 
i giorni grigi e cupi dell' inverno

Non posso smettere di aspettare te
dalle alte cime dei pensieri silenti
e in ogni angolo bello della nostra città
che si fa respiro e sogno d'incontrarti
per sederci al Blue Caffe a narrarci per ore
Non è che un attimo adorno di illusione e nostalgia

mi dico quando sovrappensiero
ti scorgo sorriso indelebile tra la folla

e il frastuono di chi veloce e indaffarato va
per le vie dove tutto e niente è mai cambiato

E  tu sei ancora lì emozionato e fiero
alla sosta del tram ad aspettarmi ogni volta

che un refolo di vento ti riporta a me
e sa di fiori freschi mai appassiti

mentre corollano impavidi d'amore tra le tue mani
Pensieri e speranze danzano ribelli

e s'intrecciano liberi e colmi di vita

mi guardo sorridere di nuovo giovane allo specchio

Indosso gli abbracci dimentico gli affanni

il mondo è ancora meraviglioso  con te.

Antonella Massa @tutti i diritti riservati


IL MAESTRO E L’ALUNNA

Arrivai dalla campagna, in quella scuola che fu il mio avvenire, fresca come l’acqua, solare come le prime luci del mattino e accogliente co...