Le “Lettere a Lucilio” sono una raccolta di 124 epistole filosofiche scritte dal filosofo stoico Lucio Anneo Seneca. Composte tra il 62 e il 65 d.C., sono l'opera più matura e celebre del filosofo, pensata per guidare l'amico Lucilio nel suo percorso verso la saggezza interiore.
Ci tengo a sottolineare la Lettera 1, qui Seneca esorta Lucilio a riprendersi il possesso di se stesso attraverso concetti del tutto adatti alla nostra contemporaneità:
- Seneca spiega che una parte del nostro tempo ci viene sottratta con la forza, una parte ci viene sottratta di nascosto, ma la perdita più vergognosa è quella che avviene per nostra stessa negligenza.
- La vita scorre mentre rimandiamo. La maggior parte della vita ci sfugge mentre facciamo cose sbagliate, gran parte mentre non facciamo nulla e tutta la vita mentre siamo occupati a fare altro.
- L'illusione del futuro. L'errore più grande degli uomini è vedere la morte davanti a sé, nel futuro. Seneca afferma che gran parte della morte è già alle nostre spalle: tutto il tempo che abbiamo già vissuto appartiene già alla morte.
Infine. Gli esseri umani si arrabbiano se qualcuno ruba loro del denaro o dei beni terrestri, ma lasciano che gli altri rubino il loro tempo senza dare alcun valore a quest'unico bene che, una volta perso, non si può più restituire.
La Redazione

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