Se essere buoni, altruisti, generosi è sempre stata una prerogativa femminile, nel tempo le cose sono cambiate, perché agire con generosità e gentilezza fa bene a tutti, soprattutto in una società come la nostra, dove c’è bisogno di aiuto, sempre. E non centrano la fede l'ideologia la politica. La bontà serve comunque e sempre. Come dicevamo nel titolo, a prescindere, e fa del bene, oltre che al suo oggetto anche a chi la pratica. Parliamo di bontà, ma sotto questa parola comprendiamo momenti di gentilezza, gesti di altruismo, gesti di compassione e generosità che nell'insieme fanno qualche cosa di bene e lo fanno per tutti. Viviamo purtroppo in un’ epoca di scarsa attenzione, un’ epoca di terrore, di follia; in una società dove si parla di odio diffuso, dove si parla di egoismo, dove si parla di differenze razziali cattiveria e, quando si affrontano sia nei programmi televisivi sia sui giornali questi temi, sembra tutto molto a portata di mano; a parole è facile per tutti, ma quello che fa la differenza è l’agire. Quello che fa la differenza, sono i fatti. Infatti non parliamo di quella solidarietà di facciata che viene diffusa a piene mani, ma con scarsi risultati; parliamo di quei gesti di cui c’è assoluto bisogno e che fanno sporcare le mai, a volte non solo in senso figurato, ma reale. Ognuno di noi, nel suo piccolo, conosce situazioni in cui l’ascolto, tanto per iniziare, può dare sostegno, conforto, e voltare il volto dall’altra parte ci renderebbe insensibili ed egocentrici. Poi, certo, se c’è da fare non si può tornare indietro, ma è certo che una buona pratica porta ad una buona abitudine, quella di guardare negli occhi il prossimo e sostenere se possibile, situazioni critiche. Possiamo rivolgere i nostri gesti di bontà alle nostre famiglie ai nostri colleghi, ma anche persone che non conosciamo e che sappiamo essere in difficoltà. Non è necessario far parte di associazione umanitarie o avere un credo particolarmente ispirato; l'uomo dentro di sé deve avere questo senso di giustizia e di armonia che si può ottenere solo con una vera uguaglianza. In fondo ci si sente meglio ad essere buoni e se pur non bisogna agire bene solo per avere un riconoscimento o una soddisfazione, dobbiamo proprio dirlo: fare del bene fa bene davvero. Anche se forse nella solidarietà non è bello fare bilanci, dobbiamo dire che nel 2024 le 130 mila ONLUS e i milioni di volontari (giovani donne e uomini) hanno colmato i vuoti dello stato generando il 4,4% del PIL. Dove non arrivano la politica lo stato le istituzioni, deve arrivare la buona volontà di ogni uomo. Viviamo in una società sempre più rivolta all'io e non al noi. Ma alla fine, la cosa migliore che ogni individuo può fare a se stesso è quello di sapersi rivolgere agli altri. Congiunti o meno. Ogni giorno sperimentiamo crisi di ogni genere, guerre di ogni genere cattiverie di ogni genere, quindi sarebbe sufficiente guardarsi intorno per capire che cosa si può fare. Oggi c'è ovunque tanto bisogno di solidarietà di partecipazione di empatia e sono tanti anche gli autori che negli ultimi secoli hanno riconosciuto l’importanza del bene. Come diceva Bertolt Brecht -Nessuno può essere buono a lungo se non ci è richiesta di bontà- e ai giorni nostri la richiesta è davvero esagerata, quindi non abbiamo scuse.
Giuliana Pedroli, giornalista (@tutti i diritti riservati)

Nessun commento:
Posta un commento