mercoledì 27 maggio 2026

IV Comandamento: Onora il padre e la madre

 


Sono del parere che per poter parlare di un argomento sia necessario avere almeno una discreta conoscenza di ciò su cui si vuole dissertare.

Troppo spesso si sentono affermazioni solo perché sentito dire, ciò non va bene e come diceva Giacomo Leopardi credere una cosa solo perché si è udito dirla e non perché si è avuto cura di esaminarla fa torto all’intelletto dell’uomo.

Concordo in pieno con le parole del Poeta!

Per esempio prima di fare affermazioni azzardate o lacunose in campo religioso suggerisco a tutti, credenti e non, di dare almeno un’occhiata al Catechismo della Chiesa Cattolica che non è quello che si fa studiare ai bambini per ricevere i sacramenti della Prima Comunione e Cresima, ma qualcosa di molto più consistente e soprattutto interessante. (È un volume di circa 800 pagine)

Vorrei iniziare col commentare il Decalogo leggendo alcune specifiche del quarto comandamento: Onora il padre e la madreIl quarto comandamento si rivolge espressamente ai figli in ordine alle loro relazioni con il padre e con la madre, essendo questa relazione la più universale. Concerne parimenti i rapporti di parentela con i membri del gruppo familiare. Chiede di tributare onore, affetto e riconoscenza ai nonni e agli antenati. Si estende infine ai doveri degli alunni nei confronti degli insegnanti, dei dipendenti nei confronti dei datori di lavoro, dei subordinati nei confronti dei loro superiori, dei cittadini verso la loro patria, verso i pubblici amministratori e i governanti. Questo comandamento implica e sottintende i doveri dei genitori, tutori, docenti, capi, magistrati, governanti, di tutti coloro che esercitano un'autorità su altri o su una comunità di persone.”

Come è possibile vedere il comandamento non si limita al rispetto per i soli i genitori, ma va ben oltre e soprattutto non è unidirezionale nel senso che il rispetto deve essere reciproco. 

Max Bonfanti, filosofo analista (@Tutti i diritti riservati




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