Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query echi dal passato. Ordina per data Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query echi dal passato. Ordina per data Mostra tutti i post

mercoledì 27 maggio 2026

Echi dal passato: Seneca

 


Le “Lettere a Lucilio” sono una raccolta di 124 epistole filosofiche scritte dal filosofo stoico Lucio Anneo Seneca. Composte tra il 62 e il 65 d.C., sono l'opera più matura e celebre del filosofo, pensata per guidare l'amico Lucilio nel suo percorso verso la saggezza interiore.

Ci tengo a sottolineare la Lettera 1, qui Seneca esorta Lucilio a riprendersi il possesso di se stesso attraverso concetti del tutto adatti alla nostra contemporaneità:

    - Seneca spiega che una parte del nostro tempo ci viene sottratta con la forza, una parte ci viene sottratta di nascosto, ma la perdita più vergognosa è quella che avviene per nostra stessa negligenza.

    - La vita scorre mentre rimandiamo. La maggior parte della vita ci sfugge mentre facciamo cose sbagliate, gran parte mentre non facciamo nulla e tutta la vita mentre siamo occupati a fare altro.

    - L'illusione del futuro. L'errore più grande degli uomini è vedere la morte davanti a sé, nel futuro. Seneca afferma che gran parte della morte è già alle nostre spalle: tutto il tempo che abbiamo già vissuto appartiene già alla morte.

Infine. Gli esseri umani si arrabbiano se qualcuno ruba loro del denaro o dei beni terrestri, ma lasciano che gli altri rubino il loro tempo senza dare alcun valore a quest'unico bene che, una volta perso, non si può più restituire.

La Redazione

lunedì 3 marzo 2025

Echi dal passato

 


Una delle citazioni più note del filosofo tedesco Arthur Schopenhauer riguardo il cane è: “Si deve all'animale non pietà, ma giustizia”. Sappiamo quanto egli amasse i cani e come fosse affezionato al suo barboncino Atma e alla luce del suo amore per l'animale possiamo cercare di comprendere la sua affermazione. Cosa è la pietà? Quando si prova pietà? La Treccani.it ci dice che: “È un sentimento di affettuoso dolore, di commossa e intensa partecipazione e di solidarietà che si prova nei confronti di chi soffre”. Sono convinta che limitarsi a provare pietà non sia però sufficiente, questo è solo il primo passo, poi dobbiamo all'animale Giustizia. L'animale ha i propri diritti, esiste infatti e per fortuna, una Carta dei diritti loro dedicata, l'animale va difeso dagli approfittatori...l'animale va affidato a chi può amarlo e rispettarlo. Purtroppo non tutti gli esseri umani sono del tutto affidabili e gli abusi si perpetuano come del resto su tutti i più deboli: bambini, anziani, donne.

L'insegnamento di Schopenhauer è decisamente valido ancor oggi, sono convinta che con l'amore verso gli animali si possegga una spinta fortissima atta a difenderli e a desiderare per loro la Giustizia di cui il filosofo parlava.


Intervista di Maria Giovanna Farina a Jenny Visceglia ENPA Matera

Piccoli passi per realizzare un progetto

  I piccoli e i grandi progetti dell’esistenza hanno bisogno di una buona elaborazione per essere realizzati. Teniamo conto che progettare è...