mercoledì 27 maggio 2026

Il significato del pianto

 


Il tema del pianto è molto interessante per chi si occupa di filosofia come cura e per questa ragione ho voluto scrivere questo articolo in riferimento a ciò che di questo argomento mi ha insegnato il collega ed amico Max Bonfanti, filosofo contemporaneo noto per le sue riflessioni sulla fenomenologia dei sentimenti e sull'antropologia del quotidiano. Egli propone una visione del pianto molto lontana dalla semplice reazione emotiva o dallo "sfogo" biologico. Per Bonfanti, il pianto è un vero e proprio dispositivo conoscitivo. Ecco i punti cardine del suo pensiero su questo tema.

1. Il Pianto come "Crollo della Parola"

Bonfanti sostiene che si piange quando il linguaggio verbale fallisce. Il pianto non è "assenza di pensiero", ma il momento in cui l'esperienza vissuta è talmente densa da non poter essere racchiusa in una frase sintatticamente corretta. È, citando il suo stile, "l'ultima frontiera dell'espressione prima del silenzio".

2. Dimensione Etica e Apertura

A differenza di altre visioni che vedono il pianto come una debolezza, Bonfanti lo interpreta come un atto di estrema onestà intellettuale.

  • Vulnerabilità: Piangere significa accettare la propria finitezza.

  • Relazione: Il pianto è un appello muto che "obbliga" l'altro a uscire dall'indifferenza, creando un ponte etico immediato tra le persone.

3. La "Trasparenza del Dolore"

Bonfanti distingue tra il pianto di disperazione e quello di commozione:

  • Il pianto amaro: è la reazione a un'ingiustizia subita dalla realtà.

  • Il pianto "lucido": è quello che scaturisce dalla bellezza estrema o dalla verità improvvisa. In questo caso, le lacrime fungono da "lente" che purifica lo sguardo, permettendoci di vedere le cose come sono veramente, senza il filtro dell'ego.

"Le lacrime non lavano solo gli occhi, ma l'intero orizzonte del nostro stare al mondo." — questa è la sintesi del pensiero di M. Bonfanti

Sostanzialmente, per Bonfanti il pianto è l'unico momento in cui il corpo e la mente smettono di lottare tra loro e si fondono in un'unica verità visibile.

"Le lacrime non lavano solo gli occhi, ma l'intero orizzonte del nostro stare al mondo." Posiamo considerare questa frase la sintesi del pensiero di Max Bonfanti,

sostanzialmente, per lui il pianto è l'unico momento in cui il corpo e la mente smettono di lottare tra loro e si fondono in un'unica verità visibile.

Maria Giovanna Farina, filosofa (@Tutti i diritti riservati)

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